Il racconto di Federica

Ho sempre pensato che le emozioni vadano raccontate a caldo, perché poi restano nel cuore e non hai più voglia di condividerle con gli altri.

Mi sono appena goduta uno dei più bei risvegli della mia vita. Sì, lo confesso, quando c’è il mare di mezzo la mia imparzialità si dimentica di esistere. Ma ti assicuro che, aprire pian piano gli occhi, con la testa ancora appoggiata sul cuscino, e vedere una linea che divide l’azzurro di un cielo limpido di giugno dall’azzurro del mare ancora segnato dalla luce dell’alba, è una visione, che vorresti non finisse mai. Hai mai pensato di voler fermare il tempo, per stringere un momento più possibile? Questa mattina per me è stato così.

Sono passate solo poche ore dalla fine della mia meravigliosa giornata nella Suite all’ultimo piano dell’Hotel Savini di Bellaria Igea Marina. Una delle più belle camere che io abbia mai visto, di quelle che pensi possano esistere solo nei cataloghi e invece…E’ un lusso discreto ed elegante. Che ti avvolge e che ti rigenera. Un lusso “gentile”, che ti fa sentire bene. Rispecchia quello della gestione di questo meraviglioso hotel, dove il sorriso genuino ti accompagna in ogni istante e dove ogni dettaglio è una scoperta.

 

Sembra quasi un papavero che spicca in un campo di grano. Capisci subito che qui è diverso. Magico. E’ stato un risveglio indimenticabile. L’ho già detto lo so. Ma lo è stato ancora di più perché la buonanotte me l’ha data un temporale tipico estivo, che arriva alla sera illuminato dai fulmini e alla mattina è già diventato un ricordo.

La pioggia che segna il tempo, sbatte sul tetto, bagna il vetro dei 6 lucernai che ti aprono lo sguardo verso il cielo, traccia una melodia. E un lampo rompe il buio della notte. Un temporale estivo di solito rompe i piani di una vacanza al mare. Ma non quando sei al chiuso di una Suite. Qui è tutto più bello.

Ho ammirato il cielo minaccioso stesa su un letto enorme, comodissimo. Una musica lieve in sottofondo, in filo-diffusione in tutti i 58 metri della mia Suite Infinity… infinita.Un’enorme camera matrimoniale con un balcone che ti apre la vista sulla costa adriatica, la cameretta sulla destra e il bagno dall’altra parte del corridoio.

Quel bagno l’avrei portato a casa, chiuso in valigia, e tenuto come si tiene una cosa preziosa: la si ammira.

 

Sarebbe stato banale innamorarsi della doccia Spa, con bagno di vapore, quattro percorsi emozionali, profumi e oli essenziali che si diffondono ad aprirti la pelle e ti rilassano la mente. Sarebbe stato banale avere ancora negli occhi i colori che si alternano per una bellissima esperienza cromoterapica, mentre lo scrub passa sul corpo a cancellare le impurità, e anche i pensieri. Tre metri di paradiso dai quali esci solo perché pensi che poi ci entrerai di nuovo.

Sarebbe stato banale. Non lo è. C’è anche altro di cui innamorarsi. Ad esempio avvicinarsi al lavabo, alzare gli occhi e vedere un quadro dal vivo: il mare, l’orizzonte, il cielo.

Tre elementi che guarderesti ancora e ancora. All’Inifinity.